martedì 4 dicembre 2018

RIPRENDO IL BLOG DOPO TRE STAGIONI... (scusate il calo di motivazione..)

DA PANAMA ALLE GALAPAGOS AL MESSICO

Ritorno alle San Blas: è Magia Vera?

Sarà che lo stupore dei primi due anni è sbiadito, sarà che il sole in questi giorni è troppo spesso velato, sarà che ci sono un po' troppe altre barche in giro, sarà anche un po' di stanchezza per i lavori della partenza, aggiustamento ai nuovi ritmi o di nostalgia di famiglia, ma tutto ciò mi suscita riflessioni miste. 

Certo che i tempi che viviamo, con tutta questa facilità di movimento, libertà di scelta e consumismo, anche turistico, verso i luoghi più belli donateci dal Signore, creano delle contraddizioni pazzesche. 

Le San Blas non fanno ovviamente eccezione. Sono un arcipelago di minuscole idilliache isole di sabbia e corallo alte 1 metro sul mare, piene di palme al vento, una spiaggetta bianca tutta intorno, che punteggiano una laguna protetta dalle onde oceaniche del Mare dei Caraibi lungo la costa nord di Panama, non lontano da Colòn. Unici pericoli (assolutamente reali) sono i banchi di corallo di cui è disseminata, e per i quali bisogna tenere gli occhi molto ben aperti, sugli strumenti e a prua. 

Sono abitate dagli indiani Kuna, che governano in autonomia e vivono una vita di minime attività di pesca, di raccolta delle noci di cocco e di artigianato di molas, tessuti-patchwork che riproducono la loro simbologia. In ogni isoletta vivono una o due famiglie nelle loro capanne di foglie di palma, cani, maiali e bimbi al seguito, gli uomini più spesso a pesca in una delle loro canoe di tronchi scavati la cui stabilità sembra un miracolo impossibile. Solo qualche villaggio di 2-3000 persone. Uno scenario se non proprio da preistoria, quasi. Del tutto affascinante, idilliaco, mitico.

Il punto è che il mito dei popoli e dei luoghi "incontaminati" non esiste più, se mai è realmente esistito, e tutti sappiamo che plastica e cellulari sono ormai ovunque. Un altro fatto vero è pure che sono ovunque anche i "backpackers", ragazzi e meno ragazzi di tutto il mondo che ormai in gran numero hanno i mezzi per viaggiare ovunque e di più, a volte per anni. Per lo più con i mezzi locali, o in moto, qualche volta su natanti che sembrano galleggiare a malapena. Certamente un bel progresso di civiltà, un movimento globale di crescita, di curiosità e di conoscenza: bella gioventù, la migliore possibile. Ma il risultato è prevedibile: gente e rifiuti ovunque, non saprei dire con quanta consapevolezza vera dei luoghi e delle genti, nascita di business e servizi vari, utili anche ai locali per carità, ma molto spesso "inquinanti" anche loro. 

Per esempio finiscono con rompere l’incanto dei luoghi le decine di barche che lavorano per portare questi viaggiatori alla giornata dalla Colombia a Panama e viceversa (non c'è strada percorribile tra i due paesi) con sosta appunto alle San Blas. E pure inquinanti (in termini culturali) le sedicenti "feste tribali sciamaniche", raduni di musica, incontri, trasgressioni e sostanze varie che non lontano da qui radunano per giorni e giorni migliaia di persone in cerca di emozioni abbastanza prevedibili. Qui il viaggio viene vissuto in chiave di divertimento e trasgressione: che tristezza! 

Ma adesso il sole è già più alto, porta via la malinconia, ricominciamo a vivere la vita dei naviganti, voglia di navigare e di nuotare, e di andare in tender a trovare una delle 10 o 12 barche di italiani (!) ancoràti nei dintorni, di cui parecchi già incontrati nei due anni passati, e rompere così la voglia di far niente e di silenzio. 

Per la cronaca, a bordo tutto non potrebbe andare meglio, stiamo benissimo: primo equipaggio, oltre me, Laura la mia compagna e supporter (un po’ entusiasta un po’ timorosa), Alex il marinaio germano-americano architetto pieno di iniziative e di qualità, Christine sua amica ospite per due settimane arrivata ieri, e oggi aspettiamo Sam, l'altro marinaio compagno di vela, inglese, un giro del mondo con la famosa "Clipper Race" nel suo CV, che ci accompagnerà alle Galapagos e per tutta la stagione. Ieri una pasta con l'aragosta, a pranzo insalata di polipo e patate, l'altro giorno un dorado di 3kg (una battaglia portarlo a bordo!) ci ha dato da mangiare per due giorni.


Accantonate le riflessioni filosofiche, una gran bella vita, non c'è di che lamentarsi di sicuro!

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