martedì 27 novembre 2012

Partiti!! Buon vento a Bulbo Matto

Partiti! Alle 11 ora locale, tutti gli equipaggi in classe cruising dalla baia di Gran Canaria! Che spettacolo... Il meteo sul sito Arc di oggi è incoraggiante, 15-20 nodi da nord est che da moderati diventeranno forti nei prossimi giorni, con qualche pesante scroscio d' acqua nella giornata andando verso sud. La tensione delle ore prima della partenza è stata alta a causa del rinvio di 48 ore. E’ successo in passato una sola volta che l' Arc ricordi: un meteo molto poco rassicurante ha suggerito all’organizzazione di postporre la partenza di due giorni, a questa mattina, per tutti tranne che per la nostra classe, quella racing.. Una decisione molto sofferta, specie conoscendo gli inglesi, la loro dura concezione della vita e dello sport, gli interessi in gioco e le varie conseguenze del caso. La cosa non ci ha lasciato per nulla contenti. Uscire da un porto sicuro per affrontare venti contrari oltre i 30 nodi, onde di 6 metri, e pioggia battente quando tutti gli altri stanno a rilassarsi un pò dopo la fatica e lo stress della preparazione non è una prospettiva molto allettante, neanche per un gruppo volenteroso come il nostro. E poi non abbiamo avuto neanche il tempo di mettere il naso fuori dal porto, di dare un’occhiata all'isola. .. Alla fin fine, a parte i duri che sono già partiti in regata malgrado tutto (25 in tutto), solo 5-6 barche cruising su più di 200 barche. Adesso si parte davvero! Duemilaottocento miglia rotta sud ovest ci aspettano, arrivo a St Lucia stimato entro il 18 -
20 dicembre. Seguite Bulbo Matto sul tracking dell' ARC!

sabato 24 novembre 2012

stivaggio che fatica!

Ho, no! Ancora acqua no!!! Sarà una sindrome della sete.. La paura dell’ignoto, dell’abbandono, della solitudine da oceano. Non si fa altro che comprare acqua e cibo..Dopo una spesa studiata, pensata, discussa e ridiscussa, dopo i primi 600 euro di acqua, bevande e vettovaglie di ogni tipo purchè non facilmente deperibili, dopo aver trovato posto a 270 litri del prezioso liquido in bottiglia (come se non ne avessimo altri 400 nei serbatoi più un magnifico dissalatore..) 10 Kg di pasta, 4 di riso, 4 di couscous, 12 di latte, un paio di centinaio di latte e scatole varie, dopo aver visto la barca quasi affondare sotto questo peso, ecco la sindrome della sete sembra colpire ancora, senza pietà per i miei propositi di regata, di planate tra le onde, di velocità, ecco spuntare altri 300 euro di roba varia (tra cui altri 100 litri d’acqua) e ancora dobbiamo prendere frutta e verdura! ma dove li metteremo?? Ma quale velocità, quali planate.. saremo piantati come zattere con tutto questo peso fuori controllo.. E’ stata una congiura: di fronte alla sindrome del deserto nulla si può.. Meno male almeno che le liste di cose da fare si vanno accorciando, meno male che il Gran Giorno si avvicina, che presto molleremo gli ormeggi e penseremo ad altro, a goderci il mare invece delle pur divertenti feste, a sistemare le vele invece delle lattine, a studiare il meteo invece dei gavoni per trovare altro posto alle cose da portare.. La voglia di partire cresce, l’ansia da impreparazione svanisce. Basta! Partiamo!

martedì 20 novembre 2012

ARC- Bulbo matto alla flag parade portabandiera Italia

ieri c’è stata la sfilata delle nazioni presenti a Las Palmas per la traversata, una vera festa con trenta paesi presenti e noi eravamo i portabandiera per l’Italia (15 barche sulle 218 iscritte). La banda in testa, tutti allegri, molti i bambini, per lo più biondi, nordici, assolutamente inconsapevoli delle emozioni e delle ansie delle persone comuni.. E noi ne abbiamo di ansie! Personalmente mi sento sul ciglio di un trampolino da 30 metri.. A parte il fatto che ci sono ancora tante cose da fare, apparecchiature da mettere a punto, lista monumentale della spesa, spazi a bordo da organizzare e sempre insufficienti.. Ci si sente sempre in ritardo con qualcosa e impreparati con qualcos’altro.. Oggi una mega cambusa dioltre cinque carrelli di cibo... l' adrenalina cresce e comincia il count down per mollarci in oceano!

martedì 18 settembre 2012

compagno di avventura


E poi c'è Vincenzo. Ci vuole assolutamente un blog tutto per lui e sicuramente non basterà. L'elenco delle sue fissazioni e paranoie è pressoché infinito, e si può ben immaginare cosa vuol dire portarsele tutte in una barca, tutto sommato piccola rispetto l'universo mondo che vorrebbe almeno in piccola parte attraversare: principi di igiene assoluti, paragonabili alle camere sterili in cui sono costretti a vivere certe sfortunate persone, criteri di alimentazione del tutto personali, tempi di preparazione delle sue e altrui cose proporzionali alla meticolosità della sua indole. Il tutto nella totale incuranza delle esigenze della vita di bordo e dei suoi passeggeri. Praticamente un incubo per qualsiasi skipper. Bisogna dire che con le settimane, e lui è l'unico che se l'è fatte tutte e quattro da Palermo fino a qui, con ammirevole determinazione, Vincenzo ha imparato molte cose, alleviando le conseguenze delle sue fobie sul resto dell'equipaggio. Per esempio che se lui ha bisogno di due ore per preparare una pietanza (si è autonominato cuoco dall'inizio, ma non è mai riuscito a gestire la cambusa in modo ragionevole e accorto- La sua pietanza preferita: la quinoa. Qualcuno non sa cos'è? Beato lui..) ha quasi imparato a cominciare per tempo onde evitare svenimenti e arrembaggi al frigo. Poi con un uso indiscriminato della carta ha aggravato considerevolmente l'impatto ambientale complessivo della compagnia, ma almeno non ha più lasciato a secco l'equipaggio dopo poche ore, lavando e rilavando cibi, posate e utensili. É perfino riuscito, verso la fine della navigazione, a limitare i tempi delle sue preparazioni personali (lenti a contatto, lavaggi vari, montaggio di: giubbotto di salvataggio con luce di emergenza ad attivazione automatica, cintura di sicurezza con moschettone a sganciamento rapido, satellitare più localizzatore di emergenza personale, cerata, sottocerata, stivali, ecc) e a montare il suo turno di notte dopo solo poche decine di minuti dall'avviso.Ma non è mai riuscito del tutto ad evitare insofferenze (ma anche tante risate e buon umore) generalizzate per via del modo tutto suo, di solito imprevedibile, di fare e gestire qualsiasi cosa, sconfiggendo e smentendo qualsiasi luogo comune o prassi consolidata. Insomma una vera attrazione, una sorpresa continua, un'occasione assoluta per ridiscutere qualsiasi procedura, per non dare mai nulla per scontato, per questionare, conversare dibattere argomenti su argomenti e fare così passare le miglia come se niente fosse.. Una vera star!Vincenzo, senza di te la navigazione non sarebbe CERTAMENTE stata la stessa! Qualcuno è perfino arrivato a dire: grazie di esistere!

venerdì 14 settembre 2012

arrivo a Gran Canaria

13 settembre Arrivo a Gran Canaria Si riparte! Abbiamo speso dei bei giorni di relax e turismo tra Madeira e la vicina Porto Santo, adesso è ora di riprendere il mare, anzi l'oceano. Queste  isole lontane ma a portata di poche ore di aereo, portoghesi dalla loro scoperta ai primi del '400, sono a ben ragione meta turistica da tempo, per il clima temperato la flora rigogliosa quasi tropicale, le magnifiche passeggiate tra le alte montagne boscate a dirute. 
è caratterizzata da coste a strapiombo di grande effetto scenico, Porto Santo dalla lunghissima spiaggia di sabbia dorata finissima della costa sud, con emormi dune, entrambe da formazioni vulcaniche basaltiche rosse nere e variegate. Ma adesso siamo già verso il termine della navigazione di avvicinamento alle Canarie, punto di partenza della Grande Traversata, l'Atlantic Rally for Cruisers, in compagnia di altre 220 e più barche col quale arriveremo ai Caraibi con partenza da Las Palmas il 25 novembre prossimo. Abbiamo già fatto un totale di oltre 1850 miglia, le prime 500 in regata fino a Montecarlo, poi 730 fino a Malaga, e 630 fino a Porto Santo, ci restano queste 250 fino a Las Palmas, dove la barca sosterà per un pò, aspettando l'equipaggio della Traversata di novembre. Queste miglia ci hanno consentito di provare la barca e le varie attrezzature. Impianto elettrico, batterie, strumenti, dissalatore, pilota a vento, vele, e anche io stesso, che mai ero stato in oceano, e mai a navigare senza soste così a lungo. Il bilancio è del tutto positivo, qualche modifica o adeguamento sarà necessario, ma non per il sottoscritto, che come al solito a mare, a vela si sente perfettamente a suo agio. Per questa ultima tratta abbiamo deciso di fare una sosta domani a metà strada alle isole Selvagem, parco marino di isolette deserte anch'esse portoghesi, avendo ottenuto un permesso di sosta per 24 ore. Siamo partiti alle 11, un bel vento al traverso, sui 20 nodi da E sotto costa che si sono stabilizzati a 8-10 una volta al largo, consentendo una navigazione assolutamente rilassata e piacevole sui 7 nodi di media. Domattina saremo già in esplorazione su queste isolette sperdute.. Intanto una notte senza luna, con un plancton da favola ad ogni spinta della nostra carena e miliardi di stelle scintillanti sopra di noi..

esploratori alle isole selvagem

Il faro preannuncia la terra. Più tardi, all'alba, accostiamo con grande cautela a quest'isola sperduta tra Madeira e le Canarie poco più grande di uno scoglio, parco marino portoghese. Neanche di questo mare abbiamo cartografia GPS di dettaglio e quindi procediamo all'antica, facendo il punto nave ogni 10 minuti, riportandoli sulla carta e tracciando la rotta esatta tra le tante secche e scogli che coronano l'isola. Un pò di sana tensione e arriviamo con grande soddisfazione: una unica baia ridossata dalle onde che perennemente frangono tutto intorno, una casetta per i guardaparco, rocce vulcaniche e pochissimi arbusti, giustificano perfettamente il nome di Selvagem. Via radio abbiamo contattato le guardie, anzi l'unica guardia dell'isola, che ci aspettava e ci da il benvenuto. Ancoriamo al centro della baia e scendiamo a nuoto, la macchina fotografica ne
lla sacca impermeabile. Sotto di noi scorgiamo barracuda, cernie e tanti altri pesci di sovente altrove rari. Carlos Santos è un uomo gentile e simpatico, ci offre da bere, ci mostra i tabelloni con le specie caratteristiche: un uccello marino di cui si contano 30.000 esemplari che poi migrano in Brasile e tornano dopo 7 anni dalla nascita per nidificare nello stesso nido dove sono nati, una lucertola notturna e varie altre specie endemiche animali e vegetali. Unico altro umano un ricercatore spagnolo che sta preparando la sua tesi di dottorato. Ci incamminiamo su bei sentieri, incontriamo subito i tanti piccoli nei nidi, uno quasi per ogni buco nel terreno, panorami sulle scogliere, gli arbusti da clima arido e natura allo stato primordiale, ovviamente senza altra anima viva. Ci sentiamo nuovamente piccoli esploratori in terre remote, ed in effetti lo siamo, unica barca in vista nella zona. Una bella sosta nella natura col sapore della scoperta e dell'avventura. Nel pomeriggio ripartiamo, sazi di viste e scoperte da naturalisti, verso la fine del nostro viaggio di avvicinamento: Las Palmas di Gran Canaria, altre 125 miglia, purtroppo a motore, dato il poco vento da poppa.

lunedì 10 settembre 2012

Un'immersione indimenticabile a Porto Santo

Il Diving Porto Santo Sub è molto ben organizzato, con nuovi locali ed ampie docce all' interno della marina accanto agli uffici del parco. Si esce al mattino attorno alle 9.30, briefing a terra ed attrezzatura da visionare e caricare verso le 9. Un gommone è all' ormeggio a pochi metri in banchina, l' attrezzatura si carica tutta su di un comodo van.
peso addosso, ci si avvia e si parte verso la baia per esplorare il relitto piu famoso del Portogallo. Il diving lavora tutto l' anno, grazie ad un clima invidiabile, la temperatura dell' acqua varia dai 22 ai 16 gradi dei mesi invernali. A Porto Santo le immersioni sono parecchie, tra rocce, pareti e sabbia, una decina attorno all' isola alta,altre sei nella baia ed altre due sul versante opposto del parco, lungo i costoni dell' isola bassa. La nave cargo Madeirense, lunga 70 metri, giace a 35 metri sulla sabbia. Due cime sono ls guida per i sub che possono sostare spostarsi in tutta sicurezza sena entrare tra le lamiere tra i 23 ed i 28 metri. La visibilità è sempre perfetta, si scende lungo la cima in due gruppi. Chi segue Joana assiste alle coccole tutte dedicate alla sua cernia, così lei la chiama, una fross abestia mansueta di oltre trenta chili stanziale sul relitto. Sembra davvero aspettarla e quasi gradire la presenza umana! Ma presto, tra gli spazi di lamiera ricoperti da vegetazione fanno capolino altre cernie maculate, almeno treo o quattro, insieme a grossi branchi di carangidi e barracuda. Dopo circa 20 minuti di puro divertimento è tempo di risalire, per sostare tra le bolle dei compagni per i classici 5 minuti di sicurezza. Ma la magia delle grandi cernie brune amiche dell' uomo rimane dentro per giorni. Di pomeriggio ancora un tuffo sulle scogliere colorate di Porto Santo per ammirare pesci pappagallo, pietra, grossi granchi ormai rari in mediterraneo, e perfino mante. Su richiesta Josè organizza passeggiate e giri dell' isola di un' intera giornata per piccoli gruppi, gli hotel consigliati sono il Torre Praia o l' hotel Luamar, di tipo familiare.