domenica 20 gennaio 2013
Grenadine selvagge:la piccola Carriacou
Cariacou non é un'isola da catalogo di viaggio né compare su alcuno degli itinerari usualmente proposti dai Tours operators. Non la si raggiunge facilmente. É un'isola minore di Grenada, a circa 20 miglia a nord ma a 40 dalla capitale e dagli approdi più frequentati di quest'isola-nazione del sud dei Caraibi. É una sosta quasi obbligata nelle rotte nord-sud delle isole di sopravvento, ma forse pochi la visitano o hanno voglia di scoprirla. Noi abbiamo avuto la fortuna di farlo.
L'approdo più frequentato é anche il più tranquillo, Tyrrell Bay. Qualche casa, qualche ristorante, un piccolo cantiere, parecchie barche di vagabondi degli oceani, facilmente riconoscibili dai generatori eolici e dalle condizioni, di solito precarie, delle loro imbarcazioni. Storie affascinanti da raccogliere al bar, gli incontri più vari e originali con cui condire le serate tra un drink e una suonata di bangio o di steel band. Ma il meglio è a mare, immersioni su una barriera viva, colorata e piena di pesci, e due ancoraggi indimenticabili. Quello a nord, Sandy Island, fa parte della neonata Area Marina Protetta. Una striscia di sabbia finissima, una manciata di palme, un reef tutto attorno. Una cartolina. Abbiamo passato una notte tranquilla alla boa della riserva, sotto una stellata incredibile. Quello a sud, un canale molto meno rassicurante stretto tra White Island e Saline Island, percorso da correnti piuttosto violente (due anni fa di un turista sprovveduto si persero del tutto le tracce..), ancora più isolato e selvaggio. Entrambi di una natura incredibilmente bella, primordiale, senza tracce umane, dove si potrebbe trascorrere un tempo indefinito nella pace totale a osservare i pellicani e le fregate pescare, o i granchi di terra girovagare o sott'acqua le murene, i pesci scatola, trombetta o palla o le seppie, o semplicemente a far bolla o a chiacchierare con gli altri navigatori di passaggio..
Un paradiso semplice ma che ti cattura e ti sintonizza con la natura e con la tua stessa vita.
venerdì 28 dicembre 2012
due giorni di meritato riposo
Cronache post traversata. Cosa fa il popolo dell’ Arc dopo 17 o più giorni di dura vita in oceano per riconciliarsi con la terra ferma? IL 21 dicembre quasi tutti i 200 equipaggi sono approdati nella tranquilla Rodney Bay Marina. La marina di St Lucia è in pieno fermento per l’ evento Arc e mostra il meglio di sé per servizi ed organizzazione, davvero eccellenti. Una dopo l’ altra, completate le operazioni di riparazioni varie, check alle attrezzature e le infinite pulizie di rito, le barche prendono il largo.
Molti si dirigono a sud, tra uno scroscio di pioggia improvviso e l’ altro, verso le Grenadine, dopo una sosta notturna nella bella e mondana Marigot Bay, sula rotta verso Vieux Fort. Ma ben più affascinante e solitario è lo scenario dei Pitons, due coni vulcanici alti circa 800 metri che si ergono a picco sulla baia di Gialousie che ospita un parco marino con acque cristalline piene di pesci tropicali. Ed è qui che Bulbo Matto si ferma per due giornate di totale riposo dopo le fatiche della traversata atlantica e dopo un cambio di equipaggio a Martinica.
La costa sud di St Lucia mostra tutta la sua bellezza con le foreste ed i palmeti che arrivano sulle spiagge dopo aver superato il porto della capitale Castries, trafficato dalle navi da crociera. Oltre il villaggio colorato di Canaries e la cittadina di Soufriere, le alture coperte da fitta foresta tropicale svettano maestose: sono i Pitons che visti da vicino ricordano certi panorami peruviani o colombiani. Frutto di antiche eruzioni, i due coni vulcanici possono essere meta di trekking per buoni camminatori. Nella baia si trovano una decina di boe, il fondale di coralli è di circa 20 metri e sale bruscamente verso la spiaggia. Ci riposiamo al sole, finalmente due giorni senza pioggia, i pescatori vengono a vendere tonni appena pescati,altre barche portano frutta tropicale, il venticello fresco muove le palme...Ecco il meglio dei Caraibi!
giovedì 27 dicembre 2012
Un quinto posto che ci fa onore
L'Atlantico ha ridimensionato le nostre ambizioni. Ci ha insegnato le buone maniere e forse anche un pò come si vive: con prudenza, pazienza, sobrietà e costanza. Abbiamo tenuto duro, resistito al mal tempo e al maldimare, gestito al meglio materiali, provviste e forze, e siamo arrivati in poco più di 17 giorni, quinti a 13 minuti dal quarto nella categoria cruising D (19 barche) senza nessun vero regatante e con quattro neofiti di oceano (e quasi anche di vela..) a bordo. Non potevamo fare di più senza rischiare e senza energie supplementari che non avevamo dove trovare..
Abbiamo quindi mancato il podio di un soffio: alla cerimonia di chiusura hanno infatti premiato fino al quarto classificato, ma anche il miglior blog, le migliori foto, la pesca più importante (un marlin da 62kg!) l'arrivo più emozionante (20 secondi di scarto tra due barche, noi abbiamo fatto un arrivo da match race da 31 secondi..) lo skipper più giovane (22 anni) quello più anziano (81 anni), e poi i bimbi (42), l'unico equipaggio tutto femminile, l'evento di soccorso in mare più rilevante (un intervento chirurgico con trasbordo notturno del dottore in tender tra due barche..).. Perfino i 3 equipaggi classificatesi come il numero d'iscrizione.. Insomma non è stata una regata, ma una festa, dove si vince tutti, e giustamente, in quanto si è superato un grande oceano, molte paure e molti rischi, nonostante tutto. Tanto che molti si sono ritirati, molti hanno avuto problemi anche seri, qualcuno è arrivato fuori tempo massimo e oltre due terzi sono arrivati dopo di noi, con tutto che la nostra barca era più di due metri più piccola della media (15,4 metri). Ma l'organizzazione sa bene che la felicità all'arrivo è la stessa per tutti, ed è attenta a non fare troppe differenze di classifica e a dare soddisfazione a tutti, anche agli ultimi arrivati.
E noi siamo assolutamente felici e soddisfatti, anche di questa fantastica organizzazione che consente a centinaia di barche e di persone di portare a termine questa impresa in sicurezza, in perfetto spirito marinaresco.
Inviato da iPad
lunedì 24 dicembre 2012
la felicità dell' arrivo
lunedì 17 dicembre 2012
due giorni dopo l'arrivo il bilancio
Due giorni dopo, è l'ora dei bilanci.
L'adrenalina scende, l'energia torna. Due giorni fa il nostro quarto d'ora di celebrità all'ingresso nel marina, adesso, sentiti i resoconti e riabbracciati gli amici, ci congratuliamo ancor di più con noi stessi per la nostra prestazione e per la nostra avventura. Già, perché il risultato non lo sapremo fino alla premiazione del 21, ma avventura certamente è stata, dura, rischiosa e quasi temeraria, malgrado tutta la preparazione del mondo. Preparazione quasi perfetta, se non si é rotto quasi nulla quando altri hanno rotto di tutto, letteralmente: motori, timoni, vele, alberi, vie d'acqua, di tutto e di più. Cambusa perfetta, se non abbiamo buttato via quasi nulla e mangiato frutta fino all'ultimo giorno. Gruppo quasi perfetto, a parte ben comprensibili stanchezze, con ruoli ben regolati, chi metteva esperienza, chi è stato più istancabile degli altri, chi smussava e chi incitava, chi era più bravo nelle comunicazioni, chi in cucina, chi alle manovre, chi al timone. Giorni indimenticabili, sole, planate, stellate, uccelli, delfini, pesci, pioggia, notti, luna. Una esperienza di vita molto più che una veleggiata e di una navigazione. Fino ad un arrivo da match race.. Fantastico.
E poi gli amici da casa. So, ho sentito la loro partecipazione alla nostra navigazione, la loro amicizia e l'affetto con cui ci hanno seguito. Li ho sentito vicini ogni giorno e il loro sostegno è stato importante in quanto veramente gradito. Cercherò di trovare il tempo e il modo di ringraziarli uno per uno, ma devo qui ringraziarli tutti pubblicamente per il calore della loro attenzione. Grazie e ancora grazie a tutti.
sabato 15 dicembre 2012
l' Oceano è tutto un altro sport
Siamo arrivati venerdi 14 'in una mattina sfolgorante stanchi ma molto felici. Momenti di vera vera vela solo alla partenza e oggi all’arrivo, a immediato contatto con altre barche, abbiamo vissuto emozioni da regata, da vela agonistica, quando poi ci siamo dispersi nell’Oceano, è stato piuttosto il confronto con Lui, con l’Oceano appunto, che ha condotto la scena. Tutto un altro sport.
Alla partenza l’adrenalina dei minuti, delle prime miglia, con la pioggia le raffiche e le prime onde, all’arrivo, in un clima e con un vento mite, finalmente il gennaker e uno spunto di regata vera con un’altra barca, nel tentativo di tagliare la linea davanti, passando rasente a scogli sconosciuti, con il Nuovo Mondo che si presentava a noi nella luce di uno splendido mattino, con palme, ville, prati e boschi verdissimi. Un arrivo in gloria.
Ma poi il vero premio: non solo la soddisfazione dell’impresa, non solo il sollievo di avere comunque scampato possibili guai, non solo la consapevolezza di aver fatto una bella impresa sportiva, condotta e gestita al meglio delle nostre possibilità, ma l’emozione più grande e indimenticabile è stata la gioia dell’ingresso in porto, tra gli applausi generosi di quanti già arrivati, l’inaspettata accoglienza dei compagni di avventura e dell’organizzazione, gli abbracci, le foto, la musica, una bibita fresca, un cesto di frutta. Protagonisti assoluti per qualche minuto, assolutamente al centro della scena, portati in gloria da chi, avendoci anticipato magari solo di poche ore, ben sapeva la fatica vissuta, la perizia dimostrata, le grandezza dell’Impresa, appena ridimensionata e solo controllata dalla perfetta preparazione dell’organizzazione. Una emozione tanto forte quanto composita, e identica quale che sia stato il piazzamento, dato che le miglia e l’Oceano sono state comunque uguali per tutti. Ecco: l’Oceano come la livella di di ben nota memoria, un ambiente immenso cui tutti devono sottostare, con le sue regole ineludibili, non importa con quali mezzi si affronta e quanti soldi si abbiano a disposizione. Tutto un altro sport.
mercoledì 12 dicembre 2012
pensieri in atlantico
Ogni tanto ripenso che è tutto vero, che questa storia è cominciata con i sogni di un ragazzino 40 anni fà, ha preso corpo e slancio in tutti questi anni, e concretezza solo l'anno scorso, e che oggi siamo qui, in mezzo a questo oceano infinito, ormai a contare le miglia che ci restano al completamento del sogno..
Ogni tanto ripenso a tutti i lavori fatti, ai libri letti e studiati, ai piani.. Ogni tanto poi si guarda veramente fuori, alle onde al cielo ai tramonti.. Ogni tanto si incontra un uccellino che sorvola con un'eleganza inimitabile la superficie alla ricerca di non si vede cosa, oppure si vede di notte schizzare fuori al nostro arrivo un pesce volante o un calamaretto che ogni tanto atterra poverino sulla barca e si dimena finchè non lo rimandiamo al suo mondo, ogni tanto invece è un temporale che cerchiamo di scansare, o uno che ci investe in pieno, o un arcobaleno che ci riempie di felicità, ogni tanto c'è un silenzio totale, salvo il fragore continuo delle onde sullo scafo che avanza veloce. Ogni tanto osservo quella giovane donna che è mia figlia che, radiosa nell'entusiasmo dei suoi 26 anni, controlla la barca e la lancia in planata con sicurezza e maestria, leggendo la velocità: 10, 10 e mezzo 12 e mezzo, record!!
Ogni tanto cacciamo la paura, acuita dal buio, che possa accadere qualcosa, all'attrazzatura, a noi stessi, alla barca.. Siamo preparati a (quasi) tutto, ma basta soffermarsi un pò e la paura è inevitabile, si potrà respirare veramene solo dopo l'arrivo, dentro un porto sicuro..
Ogni tanto, specie quando si è di guardia, di notte, col compagno che sonnecchia lì vicino, si ripensa a tutto quanto, al passato al futuro, alle nostre vicende personali, fortune e sfortune, a chi non c'è più, a chi non è ancora con noi ma ci segue con apprensione e ci raggiungerà presto, all'amore che abbiamo seminato e forse raccoglieremo, a quello ricevuto e che ci scalda i cuori e le notti.
Ogni tanto si pensa.. Questo è l'Atlantico: una traversata per pensare, finalmente, essendo magari travolti dalle onde, piuttosto che dalle mille inezie che ci riempiono la vita e le giornate..
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